Una camicia blu che dopo molti lavaggi diventa leggermente più chiara. Un pantalone nero che con il tempo perde l’intensità originaria. Una giacca di lino scura che, soprattutto nelle zone più esposte alla luce, sembra cambiare tonalità.
Quando succede, la prima domanda è quasi sempre la stessa:
“Il tessuto è di scarsa qualità?”
Non necessariamente.
La perdita di intensità del colore dipende infatti da diversi fattori: la fibra, il tipo di tintura, i lavaggi, i detergenti, lo sfregamento, l’esposizione alla luce e, naturalmente, il tempo.
E alcuni colori, soprattutto nero e blu scuro, rendono il fenomeno molto più evidente.
Perché i tessuti neri e blu scoloriscono più facilmente?
I tessuti neri e blu non scoloriscono necessariamente più degli altri, ma sulle tonalità molto scure la perdita di intensità risulta decisamente più visibile.
Un tessuto nero deve assorbire o trattenere una quantità importante di colorante per raggiungere quella profondità cromatica. Quando, attraverso l’uso e i lavaggi, una parte del colore viene progressivamente persa o alterata, la differenza si nota immediatamente.
Lo stesso accade con molti blu intensi: basta una piccola variazione perché un nero cominci ad apparire grigio o un blu molto scuro diventi progressivamente più chiaro.
Ma questo non significa automaticamente che il tessuto sia di cattiva qualità.
Un tessuto che scolorisce è di scarsa qualità?
No, un tessuto che scolorisce non è necessariamente un tessuto di scarsa qualità.
La qualità della fibra, la costruzione del tessuto e soprattutto la qualità e il metodo della tintura influenzano la capacità del colore di resistere ai lavaggi, alla luce e all’utilizzo.
Esiste infatti un concetto tecnico importante: la solidità del colore, cioè la capacità di una tintura di resistere a differenti sollecitazioni, come lavaggio, luce e sfregamento.
Un tessuto può quindi essere eccellente per fibra, mano, traspirabilità e costruzione, ma avere caratteristiche cromatiche che richiedono maggiori attenzioni.
In altre parole, qualità del tessuto e resistenza assoluta del colore non sono sinonimi.
Cotone e lino scoloriscono?
Anche fibre naturali come cotone e lino possono scolorire e modificare la propria tonalità nel tempo, soprattutto quando vengono tinte in colori molto intensi.
Un cotone blu o un lino nero possono quindi mostrare una variazione cromatica più evidente rispetto ad altri tessuti, ma non sempre deve essere considerata un difetto.
In alcuni casi è proprio l’invecchiamento della fibra e del colore a dare carattere al capo. Il denim ne è probabilmente l’esempio più evidente: un paio di jeans nuovi e lo stesso paio dopo alcuni anni possono avere colori completamente diversi, e spesso è proprio questa trasformazione a renderli più interessanti.
Perché lavaggi, sole e sfregamento fanno scolorire i tessuti?
Lavaggi, esposizione alla luce e sfregamento sono tra i principali fattori che possono accelerare lo scolorimento dei tessuti.
Ogni lavaggio sottopone fibra e colore a una combinazione di acqua, detergente, temperatura e movimento meccanico. Temperature elevate, detergenti aggressivi, cicli molto lunghi e lavaggi troppo frequenti possono quindi accelerare la perdita di intensità.
Anche la luce ha un ruolo importante. L’esposizione prolungata ai raggi solari può degradare progressivamente alcuni coloranti: per questo lasciare abitualmente un capo nero o blu scuro ad asciugare per molte ore sotto un sole intenso può contribuire alla variazione del colore.
Infine c’è lo sfregamento. Ginocchia, tasche, bordi e gomiti sono spesso le prime zone a diventare più chiare proprio perché maggiormente sottoposte a contatto e sollecitazioni.
Sono tutti fenomeni che fanno parte della normale vita di un capo.
Non tutti i tessuti e i colori reagiscono allo stesso modo
Due capi apparentemente simili possono comportarsi in maniera completamente diversa. Dipende dalla fibra utilizzata, dalla struttura del tessuto, dai trattamenti ricevuti e dal procedimento di tintura.
Persino due tessuti entrambi definiti “100% cotone” possono avere caratteristiche molto diverse.
Per questo, quando in Martha Su Misura scegliamo un tessuto per una camicia su misura, un pantalone o un abito, non guardiamo soltanto il colore.
Consideriamo la composizione, la mano, il peso, la destinazione d’uso e il comportamento che quel tessuto avrà nel tempo. Un cliente che desidera una camicia blu da utilizzare frequentemente ha esigenze diverse da chi sceglie un capo particolare da indossare occasionalmente.
Ed è proprio qui che la consulenza diventa importante.
Come mantenere più a lungo il nero e il blu dei vestiti?
Per preservare il colore dei tessuti neri e blu è importante soprattutto lavarli e asciugarli correttamente, rispettando sempre le caratteristiche specifiche del capo.
La prima regola è leggere l’etichetta di manutenzione, perché non esiste un metodo di lavaggio valido per qualsiasi tessuto.
In generale, per preservare i colori scuri è utile evitare temperature superiori a quelle consigliate, utilizzare detergenti adatti, non eccedere con la frequenza dei lavaggi e limitare l’esposizione prolungata al sole durante l’asciugatura.
Quando il tipo di capo lo consente, anche lavarlo a rovescio può aiutare a ridurre l’azione meccanica direttamente sulla superficie esterna.
Un tessuto che cambia colore non è necessariamente un cattivo tessuto
Siamo abituati ad associare la qualità alla capacità di un prodotto di rimanere perfettamente identico a se stesso. Ma nel mondo delle fibre naturali e dell’abbigliamento di qualità non sempre funziona così.
Cotone e lino si ammorbidiscono, si assestano e possono modificare leggermente il proprio aspetto con l’utilizzo.
Un bel tessuto non è necessariamente quello che sembra nuovo per sempre.
È quello che continua a essere bello anche mentre invecchia.
Scegliere un capo di qualità significa anche conoscerlo, averne cura e permettergli di invecchiare bene.
È questa, da sempre, la filosofia di Martha Su Misura.














